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DOMENICA CAMPANE A FESTA IN DIOCESI PER …

DOMENICA CAMPANE A FESTA IN DIOCESI PER IL NUOVO VESCOVO

Domenica prossima, 14 febbraio , alle ore 12, le campane di tutte le chiese parrocchiali e rettoriali e, dove ritenuto opportuno, anche frazionali, della diocesi di Belluno-Feltre suoneranno a distesa, per alcuni minuti, per salutare la nomina del nuovo Pastore. Nei prossimi giorni si riunirà il collegio dei consultori con i quali verranno esaminate le iniziative che interesseranno il periodo...

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IL VESCOVO GIUSEPPE ANDRICH ANNUNCIA IL …

IL VESCOVO GIUSEPPE ANDRICH ANNUNCIA IL SUO SUCCESSORE

Papa Francesco ha nominato il nuovo vescovo di Belluno-Feltre. È monsignor Renato Marangoni della diocesi di Padova. Lo annuncio con gioia e riconoscenza a Dio e al Santo Padre. Monsignor Renato, nato a Crespano del Grappa, provincia di Treviso e diocesi di Padova, è sacerdote dal 1983. La fedeltà presbiterale l’ha portato a fare il cappellano a Padova e a Roma,...

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MONSIGNOR ANDRICH AMMINISTRATORE APOSTOL…

MONSIGNOR ANDRICH AMMINISTRATORE APOSTOLICO

S. E. monsignor Giuseppe Andrich dal 10 febbraio è stato nominato dalla Santa Sede AMMINISTRATORE APOSTOLICO della diocesi di Belluno-Feltre e manterrà tale incarico fino all’ingresso del nuovo vescovo. L’Amministratore Apostolico ha tutte le facoltà e i compiti del vescovo diocesano, per assicurare la normale guida della Chiesa locale fino a quando giungerà il nuovo Pastore. Continuerà quindi il suo...

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Eccoci testimoni e protagBelluno nomina vescovo Marangoni 18onisti di una tappa importante nel cammino secolare della Diocesi di Belluno-Feltre. Si conclude il percorso guidato da monsignor Giuseppe Andrich e si apre un nuovo tratto di strada, che ci auguriamo lungo, in cui ci sarà guida don Renato Marangoni. I diocesani e - crediamo - tutti gli abitanti della nostra terra provano in questo passaggio tante emozioni che la nostra indole ci insegna a custodire nel segreto. I sentimenti invece possono essere condivisi fino a diventare un sentire corale; i propositi di oggi cementano una volontà comune, che si alimenta alla sorgente della fede e riconosce negli avvenimenti di oggi il disegno della Provvidenza sopra di noi. Questa è l’ora dei sentimenti che tentiamo di esprimere con parole veloci.

Caro e venerato vescovo Giuseppe, riconosciamo il cammino di questi dodici anni nei quali sei stato nostro vescovo e ti diciamo «grazie». Voltandoci indietro ritroviamo motivi che rendono sincero il ringraziamento. Davvero i tuoi passi sono stati i nostri. Quasi non hai più avuto una vita ‘privata’, ma giorno dopo giorno sei stato in mezzo al tuo popolo, al punto che anche una lontananza limitata ti è stata pesante. Né hai voluto costruire un percorso originale che portasse il tuo nome. All’inizio ti sei immesso nel solco lasciato aperto dal vescovo Vincenzo al quale sei stato generosamente vicino nella difficile malattia e del quale hai raccolto l’opera rimasta aperta: il Sinodo diocesano. L’hai celebrato e divulgato, mantenendolo come una bussola per la strada da percorrere. In seguito è stata tua preoccupazione metterci in sintonia con il cammino della Chiesa universale, indicato dai Papi che si sono succeduti. Da ultimo hai trasmesso alla tua diocesi, senza esitazione e con entusiasmo, il ritmo di marcia impresso da papa Francesco. Non hai mai distolto l’attenzione da chi faceva più fatica a camminare perché frenato o impedito dalle tante crisi che hanno attraversato gli anni non facili del tuo episcopato: crisi economica e sociale, crisi demografica della nostra terra per la quale hai sinceramente sofferto, crisi ecclesiale che non ha risparmiato la vita della comunità cristiana. La fede e la presenza assidua sono state la tua risposta. Quando il tuo passo si è fatto più stanco a causa delle malattie, nelle quali non hai avuto alcuno sconto, la volontà di camminare non è venuta meno. Hai disobbedito ai medici piuttosto che rallentare l’impegno di essere con la tua gente. Grazie!

E ora, carissimo don Renato, siamo pronti a continuare la strada con te. Rapide notizie raccolte in queste ore ci assicurano che sei allenato alla marcia, che conosci le nostre montagne, che ami le vette. Ci dicono anche che possiedi buona esperienza maturata nella grande diocesi di Padova e già messa a disposizione delle Chiese del Veneto. Hai alle spalle studi che ti garantiscono una competenza invidiabile anche grazie al maestro che hai eletto per le tue ricerche: il papa Paolo VI. L’aria buona del Concilio, da te approfondito, ci porterà freschezza e immetterà l’ossigeno necessario per riprendere il cammino esigente che ci attende. Sei molto abituato a collaborare con i laici, sei un riconosciuto esperto nella pastorale familiare e, come responsabile della formazione dei sacerdoti, conosci la vita e i problemi dei preti.

Don Renato, oggi ti diciamo solo due parole. Ti aspettiamo! Certamente con affetto, con l ‘ansia di chi vuole conoscerti, con la consapevolezza che abbiamo bisogno di te. Ma ti aspettiamo soprattutto con fede, salutando in te l’apostolo inviato alla nostra Chiesa. Per questo - ed è la seconda cosa che desideriamo dirti - preghiamo per te. Ti ringraziamo per aver detto di sì alla voce che ti chiamava a venire sulle Dolomiti, questa volta come vescovo di una Chiesa antica, gloriosa ma forse un po’ stanca. Domandiamo per te i doni che lo Spirito ti conferirà con la consacrazione episcopale, facendo di te il maestro della nostra fede, il nostro pastore e il segno visibile dell’unità di questa comunità che già ti vuole bene.

              Don Luigi Del Favero

Delegato ad omnia nella diocesi di Belluno-Feltre

Mons. Renato Marangoni è nato a CrePadova annuncio nuovo Vescovo di Belluno Feltre 2spano del Grappa, in Provincia di Treviso e Diocesi di Padova il 25 maggio 1958.

Nel 1969 è entrato nel Seminario Minore di Thiene iscrivendosi come alunno di prima media. Dopo gli studi di Teologia compiuti nel Seminario vescovile di Padova, ha frequentato la Pontificia università gregoriana, conseguendo il Dottorato in Teologia, con una tesi su «Ecclesiologia di comunione in Paolo VI (1963-1978) », diretta da P. A. Antón.

È stato ordinato sacerdote dal vescovo monsignor Filippo Franceschi il 4 giugno 1983 a Padova, sua diocesi di origine, di incardinazione e di attuale dimora.

Dal 1983-1985 è stato vicario parrocchiale del Carmine (Padova); nel 1985-1987 vicario parrocchiale a San Gregorio Barbarigo (Eur) di Roma. Nel 1987-1992 era assistente all’Istituto universitario «Villa Nazareth» di Roma; nel 1993-1995 assistente al Seminario Minore a Tencarola di Selvazzano Dentro e cooperatore festivo nella parrocchia di San Bartolomeo in Gallio (Vi); per dieci anni, 1995-2005, vicedirettore al Collegio Gregorianum di Padova e cooperatore festivo nella parrocchia di Sant’Andrea apostolo in Pontelongo (Pd); nel 2000-2003 segretario della Commissione per la Formazione permanente del clero, nel 2001-2008 delegato vescovile per la Pastorale Familiare e presidente della Commissione per la Famiglia; nel 2003-2008 moderatore del Consiglio presbiterale diocesano; nel 2003-2012 vicedirettore dell’Istituto San Luca per la formazione permanente del clero; nel 2008 vicario episcopale per l’Apostolato dei laici; dal 2008 canonico onorario dell’Amplissimo capitolo della Cattedrale; dal 2013 membro di diritto del Consiglio presbiterale diocesano, dal 2013 presidente delegato del Consiglio pastorale diocesano e dal 2015    vicario episcopale per la Pastorale. Nel 2012 è stato segretario del II Convegno ecclesiale del Triveneto ad Aquileia e nel 2014-2015 ha preparato la delegazione della Diocesi di Padova per il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze (novembre 2015. Inoltre è direttore del Coordinamento diocesano di Pastorale, membro del Consiglio di amministrazione del Centro padovano della comunicazione sociale; presidente del Consiglio di amministrazione del Movimento apostolico diocesano; assistente della Consulta delle aggregazioni laicali di Padova e del Triveneto.

Centro Papa Luciani Stefano Zamagni 2Tra gli incontri periodici di «Cattedra del Concilio», le sessioni di aggiornamento per i sacerdoti diocesani di Belluno-Feltre, è stato particolarmente apprezzato dai presenti quello tenuto giovedì 5 febbraio al Centro «Papa Luciani» da Stefano Zamagni, economista, membro ordinario della Pontificia accademia delle scienze, sul tema «Cristianesimo ed ordine economico globale». Zamagni ha impostato la sua relazione su tre domande: l’ordine economico globale è sostenibile o no? Come si è arrivati a questo modello? Si può cambiare e, se sì, in quale direzione? Zamagni auspica, sulla linea della grande tradizione francescana, un capitalismo che non miri al bene totale ma al bene comune: in altre parole, un capitalismo fondato sulla persona e non sul denaro.
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Belluno Centro Giovanni XXIII incontro gruppo Sae 14 12 18 Nell’itinerario formativo del Segretariato attività ecumeniche di Belluno per il 2014-2015 alcuni incontri sono dedicati alla conoscenza delle comunità cristiane bellunesi. Padre George Mihai, parroco della parrocchia ortodossa rumena di Belluno, nata nel 2009 e dedicata a san Giacinto di Valacchia, ha presentato nella sessione di giovedì 18 dicembre, tenutasi al Centro congressi «Giovanni XXIII» di Belluno, la situazione della sua comunità, formata da immigrati nel Bellunese, con uno sguardo particolare alla situazione dei giovani. «La vostra situazione - ha detto padre Mihai rivolgendosi ai cristiani di altre confessioni presenti - è la nostra situazione». Per padre Mihai, il problema delle famiglie trapiantate fuori della Romania è la mancanza dei nonni o degli anziani, capaci di trasmettere quelle regole e quegli stili di vita che l’autorità decurtata dei genitori non riesce più a proporre con fermezza: padre Mihai ha citato un proverbio rumeno che sostiene «Se non hai un anziano in casa lo devi comprare».

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