
Avviato il processo di Beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo I
Il processo di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo I, Albino Luciani, ha avuto inizio a Belluno il 23 novembre 2003, Solennità di Cristo Re dell'Universo, alle ore 15.00. E' stata convocata tutta la diocesi.
E' stata la Basilica Cattedrale di San Martino in Belluno ad ospitare la cerimonia, alla quale sono stati invitati sacerdoti, parrocchie, associazioni e movimenti.
In via del tutto eccezionale era presente anche il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, il quale normalmente non partecipa alla sessione di apertura di un processo, ma eventualmente solo alla sessione di chiusura.
Il vescovo Vincenzo Savio, poi, ha invitato il patriarca di Venezia Card. Angelo Scola, il vescovo di Vittorio Veneto Mons. Alfredo Magarotto e mons. Eugenio Ravignani, già vescovo di Vittorio Veneto e successori di Albino Luciani nelle rispettive Sedi vescovili; Mons. Pietro Brollo già Vescovo a Belluno ed ora arcivescovo di Udine e Mons. Maffeo Ducoli, Vescovo emerito di Belluno-Feltre.
Erano altresì invitati a presenziare i sacerdoti che furono segretari di Luciani: Don Francesco Taffarel, Mons. Mario Senigaglia e don Diego Lorenzi.
Una Cattedrale affollata
Una cattedrale affollata di fedeli arrivati da ogni parte della diocesi ha partecipato domenica 23 novembre alla solenne apertura del processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Albino Luciani, papa Giovanni Paolo I.
A presiedere la celebrazione il Vescovo di BellunoFeltre, Vincenzo Savio. Erano presenti il cardinale Josè Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le cause dei Santi, il Vescovo di Vittorio Veneto, Alfredo Magarotto, una delegazione del Patriarcato di Venezia, i sacerdoti che seguirono come segretari Luciani a Vittorio Veneto, a Venezia e in Vaticano. Da Canale d’Agordo, paese natale di Giovanni Paolo I, sono arrivati in molti guidati dal parroco. Tra loro una folta rappresentanza della famiglia Luciani con il fratello del Papa, il “maestro Berto”.
Lungo le navate della cattedrale sono stati predisposti alcuni grandi schermi che hanno permesso di seguire la celebrazione iniziata alle ore 15.
Monsignor Savio ha ricordato il senso dell’incontro con l’insedia mento del tribunale: “compito proprio, a cui questo tribunale è destinato, è quello di scandagliare l’azione di Dio nella vita di Albino Luciani e la personale risposta di questo servo di Dio, totalmente aperto all’opera della grazia e al servizio dell’umanità. Uno scandaglio che dovrà essere profondo, globale e aperto su tutta la sua esistenza tra noi nelle sue tappe di Belluno, Vittorio Veneto, Venezia e Roma e nei suoi compiti di fedele, prete, vescovo e papa”.
Un cammino, dunque, aperto senza mete prefissate, ha precisato ancora il Vescovo: ” Là dove il Signore ci chiederà di avanzare, noi ci inoltreremo. Ci fermeremo dove Egli c’inviterà a fermarci. Se quanto Dio vuole è che egli sia testimone riconosciuto e proponibile di santità al mondo noi saremo contenti di servire questa intenzione divina”.
È stato quindi il cardinale Martins a richiamare alcuni tratti caratteristici della personalità di Albino Luciani ricordando: “lo stampo dell’umile patriarca di Venezia, che viene dal popolo e con il p opolo ama stare, senza proclami, senza mettere manifesti, nel silenzio”.
Alla richiesta del postulatore di avviare il processo di beatificazione e canonizzazione, il Vescovo Savio ha risposto che c’è un “sentire diffuso del popolo di Dio che chiede che egli sia proposto come testimone di santità”. Sono infatti decine di migliaia le firme raccolte in questi anni che sottoscrivono la richiesta popolare che Albino Luciani sia proclamato santo.
Ricordando che Luciani fu per la chiesa locale “una particolare visita dello Spirito del Signore” il Vescovo ha richiamato gli impegni attuali di questa chiesa che “avviando la celebrazione del suo primo sinodo dopo il Concilio Vaticano II si è posta in sincera ricerca del progetto di Dio su di lei. Mettere nel cuore di questa ricerca il valore della santità personale e comunitaria l’aiuterà in questo compito fondamentale”.
Come segno di particolare impegno, monsignor Savio ha invitato a ripetere quanto il Popolo ebraico faceva in occasione di importanti inc ontri: poneva una stele. Una prima stele è stato l’invito che Savio ha rivolto: “a quanti fra voi, ed alcuni si sono già presentati a me, sentono di mettere totalmente la loro vita al servizio della chiesa locale. Sentono il desiderio di vivere nella scelta di celibato: pur rimanendo professionalmente impegnati a quelle scelte che determinano la loro vita attuale. Essi sentono, insieme, il desiderio di offrire la loro vita più impegnata ecclesialmente, mettendo la loro disponibilità nelle mani del vescovo per servire con totale dedizione il regno di Dio. Uomini e donne, giovani che sentite in voi questa chiamata non rinunciate di confrontarvi con il vostro vescovo per avviare l’esperienza di questa donazione”.
La seconda “stele” il Vescovo ha chiesto di porla a “quanti nel popolo di Dio sentono di ricercare una vita spirituale ispirata al particolare carisma di papa Luciani” e ha rivolto loro “l’invito a partecipare a quegli appuntamenti periodici fatti di preghiera e riflessione che il Centro “Papa Luciani” di S. Giustina, con la chiesa di Canale d’Agordo, propone lungo l’anno per meglio acquisire tutta la ricchezza dei valori spirituali manifestati nel servo di Dio”.
L’ultima parte della celebrazione è stata dedicata a una lunga preghiera comunitaria, durante la quale sono state poste sull’altare sette ciotole con l’incenso fumante, segni di altrettanti intenzioni particolari per le quali tutta l’assemblea ha pregato.
Alla fine, dopo la benedizione impartita dal Vescovo e dal Cardinale, la gente si è riversata sulla piazza per un momento di saluto e di festa preparato per tutti.
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