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La Trasfigurazione di Cristo

PROLUNGATA FINO AL
13 NOVEMBRE 2005

La “Trasfigurazione di Cristo”
resterà esposta fino al 13 novembre
Raggiunte mercoledì le 20.000 visite
Domenica alle 18.30 la Messa presieduta dal Vescovo

   La “Trasfigurazione di Cristo” di Tiziano Vecellio resterà a Belluno una settimana in più, e sarà visibile nella chiesa di San Rocco fino a domenica 13 novembre.
    Il prolungamento dell’esposizione è stato voluto dal Vescovo in considerazione del grande interesse che l’evento sta riscuotendo. Mercoledì 2 novembre sono state raggiunte le 20mila visite in chiesa di San Rocco (l’esposizione è stata aperta dal 9 ottobre); le conferenze di carattere teologico e artistico, proposte davanti al dipinto, hanno sempre richiamato un numero straordinario di persone. Inoltre, l’allungamento di una settimana consentirà di comprendere anche la festa del patrono diocesano San Martino entro il periodo dell’esposizione.
 La Prefettura di Belluno, grazie alla disponibilità del prefetto Lorenzo Cernetig, ha accolto la richiesta di prolungamento dell’evento garantendo la continuità nel coordinamento della sicurezza fino al 13 novembre e al trasferimento dell’opera nella sua sede originaria di San Salvador, a Venezia. La Diocesi di Venezia e la Parrocchia di San Salvador hanno dato il loro assenso, così come la Soprintendenza. Al momento manca ancora il via libera del Ministero. Anche don Carlo Onorini, rettore della chiesa di San Rocco, e il gruppo dei volontari per la vigilanza hanno garantito la loro disponibilità per la continuazione dell’evento.
   Domenica 6 novembre alle 18.30 il Vescovo presiederà una Messa davanti alla “Trasfigurazione di Cristo”, nella chiesa di San Rocco. Tutta la popolazione è invitata.


La splendida “Trasfigurazione di Cristo”
sarà esposta nella chiesa di San Rocco a Belluno

Per il Sinodo arriva Tiziano Vecellio
E’ la prima volta che un dipinto di Tiziano arriva in provincia. Inaugurazione l’8 ottobre

   Per il Sinodo di Belluno-Feltre arriva Tiziano Vecellio. Arriva a Belluno la “Trasfigurazione di Cristo”, un imponente olio su tela (misura tre metri di base e due e mezzo di altezza) che resterà esposto nella chiesa di San Rocco, in piazza dei Martiri, da domenica 9 ottobre a domenica 6 novembre. L’inaugurazione è fissata per sabato 8 ottobre alle 11, nella stessa chiesa, con un intervento del Vescovo e di don Natalino Bonazza, parroco della chiesa di San Salvador a Venezia, dalla quale il quadro proviene. Poi la chiesa di San Rocco resterà aperta, con ingresso libero, tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19, il venerdì con orario continuato dalle 9 alle 19. L’evento è di massima importanza sul piano religioso e culturale. Sul piano religioso, perché la splendida “Trasfigurazione” dipinta da Tiziano indurrà a riflettere sul difficile annuncio dato da Gesù ai suoi discepoli: attraverso la passione si giunge al trionfo della risurre-zione. “Tu non morirai mai” è l’espressione scelta come motto per il Sinodo, che ha per tema la vita. Ed è questa la promessa che Gesù ha fatto ai suoi discepoli e a ciascuno di noi. Il legame tra il tema del sinodo e il soggetto del dipinto è evidente. La sessione di apertura della grande.

Tiziano VecellioIl Tiziano della Trasfigurazione
Lo sguardo e l’atteggiamento di Gesù rivolti alla voce del Padre

  Racconta Matteo che davanti a Gesù trasfigurato i discepoli restarono impauriti. Si udì una voce venire da una nube, una voce che disse: «Questi è il mio Figlio prediletto; ascoltatelo!». Allora i discepoli furono presi da timore e caddero, con la faccia a terra. Questa è la scena che Tiziano dipinge. Lo sguardo e l’atteggiamento di Gesù sembrano proprio rivolti verso il punto dal quale giunge la voce del Padre, che insieme al fulgore spaventa e fa cadere i discepoli. Gesù quasi si eleva verso quella voce, incurante di ciò che avviene attorno a lui. Pietro si ripara ma ha il coraggio di guardare, Giacomo ha gli occhi in ombra, il suo braccio gli copre la vista di un’immagine troppo forte, Giovanni congiunge le mani in preghiera. I critici ritengono che nella sempre ricchissima simbologia di Tiziano Pietro possa impersonare la fede, Giacomo la speranza e Giovanni la carità, evidenziata anche dal rosso ardente della sua veste. La “Trasfigurazione di Cristo”, completata probabilmente nel 1563, è una delle prime opere dell’ultimo periodo di Tiziano, quello che incredibilmente anticipa di secoli le modalità dell’impressionismo.
   Ed è la fase che più affascina la critica tizianesca: scompaiono il disegno e la distinzione della materia, prevale il colore, le pennellate viste da vicino si fanno grosse, pastose, per un effetto finale che può essere compreso soltanto se la tela viene vista da lontano. Così, con questa tecnica innovativa, Tiziano dipinse la “Trasfigurazione”. Gli fu commissionata proprio per quella collocazione in cui ancora oggi si trova: la pala d’altare della chiesa di San Salvador, dopo San Marco la più importante per i veneziani. La tela doveva fungere e tuttora serve come “copertura feriale” di un’antica pala d’argento con lo stesso soggetto, la trasfigurazione, rappresentata a bassorilievo. Tiziano dipinse la tela proprio per ricoprire quella pala d’argento, che veniva e viene scoperta e mostrata al pubblico il 6 agosto, festa della Trasfigurazione e festa del S. S. Salvatore. Per secoli l’opera di Tiziano, ogni 6 agosto, è stata arrotolata su e giù per lasciar vedere la pala d’argento; oggi invece, montata entro una cornice d’acciaio, la pala scorre in alto e basso sostenuta da un meccanismo a ghigliottina. È facile immaginare come venne ridotta dall’uso, e quante volte sarà stata ritoccata a pennello ogni volta che un pezzo della pittura originale si staccava... Per questo la critica ritenne, fino al restauro del 1995, che si trattasse di un’opera della bottega di Tiziano. Invece il restauro ha mostrato tutta la grandezza del suo vero autore. Tiziano studiò l’opera perché fosse perfetta nella sua collocazione. E infatti, oggi come cinque secoli fa, essa risulta esattamente al centro della visione entrando nella grande chiesa di San Salvador, all’altar maggiore. Il bagliore delle vesti di Gesù trasfigurato attira il visitatore fin da lontano, e invita a raggiungere l’altare centrale. Collocato a due metri dal suolo, il grande dipinto sovrasta chi lo ammira dal basso; e le figure dei discepoli che vi sono dipinte cariche del loro stupore e timore sembrano cadere all’indietro verso chi guarda, un effetto sicuramente voluto da Tiziano.


Chiesa di San Rocco - Piazza dei Martiri, BellunoBreve storia della chiesa di San Rocco
   Voluta per voto cittadino contro la peste, la chiesa venne iniziata nel 1530 e costruita a più riprese fino al 1561, come testimoniano gli stemmi dei rettori veneti Giacomo Salomon (1659) sulla colonna di sinistra e di Pietro Loredan (1561) sotto la statua di San Rocco inserita al centro della facciata.
   Venne officiata dai Cappuccini tra il 1605 e il 1769 assieme al retrostante convento, che dopo la chiusura in età napoleonica nel 1806, passò al demanio e fu acquistato dalla contessa Elisabetta Agosti nel 1856. Ristrutturato il complesso, la chiesa venne riaperta al culto nel 1860 e il convento fu trasformato in orfanotrofio da don Antonio Sperti. L'istituto fu poi affidato assieme alla chiesa ai Salesiani dal 1924 al 1957.
   All'esterno, sotto il portico, due affreschi datati 1564 con la Trinità e i SS. Rocco e Sebastiano, sulla destra, e i SS. Cosma e Damiano a sinistra. All'interno, dietro L 'altare maggiore, una copia cinquecentesca dell'Assunta di Tiziano, l'"Estasi di S. Francesco" del bellunese Gaspare Diziani (1689-1767), un grande tabernacolo ligneo di Valentino Panciera Besarel (1829-1902) ed altre pitture di Luigi Speranza (1819-1879), Luigi Cima (1860-1944) e Antonio Duodo.


l'arrivo della tela in Piazza MartiriL’arte di Tiziano per dire: «Tu non morirai mai!»
La “Trasfigurazione di Cristo” è arrivata a Belluno mercoledì, scortata dalla Polizia

   L’inaugurazione è fissata per sabato 8 ottobre alle 11, nella chiesa di San Rocco a Belluno. L’evento legato a Tiziano Vecellio, con l’esposizione della sua “Trasfigurazione di Cristo”, sta per avere inizio. Dopo il Sentiero del Sinodo presentato in luglio a Cortina d’Ampezzo,è dunque tempo di un altro “segno del Sinodo”, un altro appuntamento rivolto a tutta la cittadinanza bellunese, non solo al popolo dei fedeli. La splendida “Trasfigurazione”, olio su tela che misura 3 metri per 2 e mezzo e che fu dipinta da Tiziano nel 1563, sarà visibile per un mese esatto tutti i giorni, da domenica 9 ottobre (non a caso nell’anniversario del Vajont, segno di morte e risurrezione per la nostra gente) fino a domenica 6 novembre, appena dopo i Santi e i Morti. L’orario di apertura della chiesa di San Rocco sarà 9-12 e 15-19, compresi sabato e domenica, il venerdì con orario continuato 9-19.

LA PRIMA VOLTA IN PROVINCIA
   Così, per la prima volta, per il Sinodo diocesano, una delle figure più illustri della nostra provincia, il cadorino Tiziano Vecellio, arriva in mostra fra le sue“crode”. In cinquecento anni non era mai successo. La spiegazione di questa “dimenticanza” è abbastanza semplice:  “muovere” un Tiziano è ed è sempre stata un’impresa molto difficile, possibile solo alle grandi organizzazioni in occasione di mostre di rilievo internazionale. Martedì scorso, sotto un potente acquazzone, il quadro di Tiziano è stato prelevato dalla “sua” chiesa di San Salvador, a Venezia. Una notte trascorsa nel caveau della ditta Tratto e poi, mercoledì mattina, il trasferimento a Belluno sotto la scorta della Polizia e la vigilanza di due funzionari della Soprintendenza. Tutto è andato bene, e il Tiziano è stato sistemato per
la sua “vacanza bellunese”.

GLI STRUMENTI E L’ALLESTIMENTO
   Per avvicinarsi all’opera e al Vangelo che ne è l’origine, l’organizzazione ha predisposto un depliant che verrà consegnato a tutti i visitatori all’ingresso in chiesa. L’allestimento in chiesa è estremamente sobrio, volto a favorire la meditazione e la preghiera davanti al dipinto. Ma è allestita una sala sul retro della chiesa (la sala Luciani del Centro Giovanni XXIII) dove viene proiettato a ciclo continuo un video (durata: 20 minuti) dedicato a Tiziano e a questa sua opera in particolare. Parole e immagini sono pensate con una funzione didattica, il video dunque si presta per essere visto dalle scolaresche.

IL LIBRO SULL’EVENTO
   Nella sala viene posto in vendita un libro realizzato per l’occasione con il sostegno scientifico della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore di Pieve di Cadore, stampato da Silvana Editoriale. Si tratta di una monografia dedicata all’evento, destinata a riempire un vuoto della critica riguardo alla “Trasfigurazione di Cristo” di Tiziano Vecellio. La cura scientifica del volume è stata affidata alla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, con la prof. Maria Giovanna Coletti e il prof. Bernard Aikema. Per la pubblicazione la Regione del Veneto, coeditore del volume, ha partecipato alla spesa con un contributo di 10.000 euro.


COLLABORAZIONI E SOSTEGNI

   L’evento è stato organizzato dalla Commissione sinodale per la comunicazione. Ha collaborato in particolare l’arch. Gianluigi Pescolderung - Studio Tapiro di Venezia con l’arch. Barbara Accordi. L’organizzazioneè stata possibile grazie al benestare e alla collaborazione della Parrocchia di San Salvador in Venezia, della Diocesi di Venezia, della Soprintendenza per i Beni Architettonici per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Venezia e Laguna, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In particolare va segnalata la disponibilità di don Carlo Onorini, rettore della chiesa di San Rocco in Belluno. Per quanto riguarda la sicurezza, il coordinamento delle Forze dell’Ordineè stato garantito dalla Prefettura di Belluno con la Questura; l’allestimentoè di Zerounolegno di Sedico; il sistema d’allarme è predisposto da Secur di Belluno (in collegamento ponte-radio con la Questura di Belluno); la vigilanza è assicurata da 150 volontari coordinati da Ettore Saronide e Arduino De Bortoli; le luci sono fornite da Astarte, Brescia, con il supporto di Luciano Bristot; il trasporto del dipinto è a cura di Tratto, Venezia; l’assicurazione è Fondiaria-Sai. Per l’esposizione la Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona ha offerto un sostegno di 20.000 euro.


9 ottobre 2005 - L’esposizione della Trasfigurazione di Tiziano Vecellio registra la visita di mille persone

    Alle 17.30 (quindi un’ora e mezzo prima della chiusura) erano già mille le persone che hanno visitato l’esposizione La Trasfigurazione di Cristo. Tiziano Vecellio per il Sinodo di Belluno-Feltre. Molti sostano lungamente in Chiesa, in un clima di silenzio e di preghiera; apprezzata anche la scelta degli organizzatori di spostare nella sala “Luciani” del Centro “Giovanni XXIII” l’esposizione didattica, con la proiezione di un video a ciclo continuo sulla storia dell’opera e del tema della Trasfigurazione nei secoli. Molto apprezzato anche il volume realizzato per l’esposizione, a cura della Fondazione “Tiziano” di Pieve di Cadore, la cui prima tiratura è andata subito esaurita. Nuove copie saranno comunque disponibili già da martedì prossimo.


I numeri
INAUGURAZIONE
Sabato 8 ottobre, inaugurazione della Trafigurazione di Cristo a Belluno, sono stati distribuiti ai presenti ben 560 depliant.
DOMENICA 9
Domenica 9 ottobre, primo giorno di apertura della mostra, hanno visitato la chiesa di San Rocco a Belluno 1260 persone. Nel pomeriggio risultavano già esauriti i 218 volumi della prima fornitura.
LA SETTIMANA
Lunedì 550 visitatori, martedì 680 (più 130 la sera per la conferenza), mercoledì oltre 600.


Un libro per capire la Trasfigurazione
Analisi critica e sguardo teologico per avvicinare il capolavoro di Tiziano

Il libro dedicato alla trasfigurazione di Cristo   Settecento copie in una settimana: è il segno del grande interesse suscitato dal libro «La Trasfigurazione di Cristo, Tiziano Vecellio per il Sinodo di Belluno-Feltre», che è stato realizzato proprio per l’esposizione della tela di Tiziano a Belluno. Il volume è a disposizione nella chiesa di San Rocco (viene proposta un’offerta minima di 5 euro). Con il libro, la Commissione sinodale per la comunicazione ha inteso fornire un serio strumento di lettura del capolavoro di Tiziano, affidandosi per l’analisi artistica agli studiosi della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore di Pieve di Cadore.
   Il coordinamento della sezione scientifica è stato curato dal prof. Bernard Aikema (a sua firma l’introduzione), che ha coinvolto i critici Michele Di Monte e Lorenzo Finocchi Ghersi e favorito la pubblicazione inedita in italiano di un articolo del professor Roger Rearick (la traduzione è stata curata da Marco Perale). La Soprintendenza veneziana ha partecipato alla stesura del volume con un contributo di Ettore Merkel, responsabile del restauro; compare nel libro anche la scheda sul restauro redatta dall’esecutore, Ottorino Nonfarmale. Infine, una nota sull’allestimento nella chiesa di San Rocco a Belluno è stata scritta dai curatori Gianluigi Pescolderung e Barbara Accordi.
   L’approccio religioso alla geniale opera di Tiziano è stato curato da don Natalino Bonazza, teologo e parroco della chiesa di San Salvador in Venezia, dalla quale il dipinto proviene. Uno scritto introduttivo del nostro Vescovo inquadra l’iniziativa nell’ambito del Sinodo e sulla traccia del “Volto del Redentore” di Beato Angelico esposto l’anno scorso. Il volume (48 pagine, con numerose fotografie di grande formato, tutte a colori) risulta curato ed elegante nella veste grafica; il progetto di impaginazione e la stampa sono stati eseguiti dall’editore d’arte Silvana Editoriale di Cinisello Balsamo. Coeditore, insieme con la Diocesi, è la Regione del Veneto (presentazione del presidente Giancarlo Galan). Sulla “Trasfigurazione di Cristo” di Tiziano Vecellio esistono pochi studi, perché lo splendore del dipinto è stato svelato solo dopo il radicale restauro completato nel 1997. Il libro nato dall’iniziativa diocesana, dunque, si pone come un punto di riferimento fondamentale per avvicinarsi a quest’opera di Tiziano. E pertanto l’iniziativa sinodale ha anche il merito di aver “acceso i riflettori” su un capolavoro degli ultimi anni dell’artista cadorino.


L’esposizione della “Trasfigurazione” nella chiesa di San Rocco si conclude domenica 13
Ancora pochi giorni per vedere Tiziano a Belluno
La testimonianza dei volontari che hanno garantito la sorveglianza
in chiesa di San Rocco

    Entrati in S. Rocco, i visitatori sono presi fin dall’inizio dall’atmosfera di silenzio, accompagnata da un delicato sottofondo musicale. C’è ampio spazio davanti al grande dipinto e molti vanno subito a sostare lì davanti, in piedi, in contemplazione. Spesso qualcuno si sposta per poter guardare da punti di vista diversi. È un fluire continuo, a ondate: persone singole, gruppi vari, famiglie. Noi volontari siamo commossi nel vedere tante persone interessate a questo evento.
    Quando si fermano per firmare, ci viene spontaneo chiedere: «Siete di Belluno?». Così abbiamo scoperto le più svariate provenienze anche molto lontane dalla nostra provincia. Non possiamo elencarle tutte. Ricordiamo un gruppetto di giovani donne: «Siamo venute apposta da Mestre, anche se noi Tiziano l’abbiamo a Venezia. Ma è tutt’altra cosa venire a contemplarlo nella sua terra natale!». Tutti accettano poi di percorrere il tragitto quasi labirintico che porta alla saletta del video. Lo fanno sportivamente, con passo deciso, passando di sorpresa in sorpresa, scoprendo luoghi mai visti neanche dai bellunesi: il giardino dei Salesiani, la hall della Casa per Ferie, il bel giardinetto del Centro con la zampillante fontana azzurra, attrazione immediata dei bambini! Nella saletta del video, a tratti affollata, scorrono quelle immagini che non finiremmo mai di vedere e rivedere. Ci rivelano, oltre ai particolari della Trasfigurazione, aspetti inediti dell’arte di Tiziano che fin da ragazzino dipingeva con “sughi” di fiori. Nell’ultima sua opera, dipinge Gesù deposto dalla croce, che non mostra le ferite della Passione. Il Suo corpo è intatto, quasi già risorto.
   E la Maddalena non è lì, curva su di Lui, straziata e piangente, ma, entusiasta, corre verso di noi per dare il luminosissimo annuncio della Risurrezione. Vedendo uscire, pensose, tante persone, ci siamo chiesti: «Chissà che cosa passa nel cuore di ciascuno!». E ci siamo fatti coraggio. Infatti sopraggiunge una specie di paura nell’accostare a bruciapelo persone spesso sconosciute. La paura invece scompare, perché rivolgendo domande semplici in modo cordiale, abbiamo ricevuto sempre belle risposte altrettanto cordiali, risposte non preparate se non dalle immagini impresse nella mente e nel cuore. Ne elenchiamo alcune che ci indicano quanto è bella e variegata la sensibilità di ciascuno. Riposte ora telegrafiche, ora più ampie. Un giovane: «Il dipinto è bellissimo: attualizza la Scrittura». Una giovane signora: «È bello il video perché ci fa conoscere tutto il contesto in cui è nata quest’opera: la spiritualità e la fede di Tiziano». Due giovani coniugi: «Noi siamo stati a vedere la mostra di Caffi, ora siamo qui per Tiziano. Abbiamo gli occhi tutti presi dall’arte. I prossimi giorni torneremo senz’altro solo per vedere, con calma, Gesù». Una ragazza: «Le date si dimenticano, ma le immagini si interiorizzano e ci arricchiscono». Due coniugi (quasi un duetto): «Dal dipinto ci viene un grande messaggio, quello della Resurrezione. Già la si vede nell’abito leggero di Gesù trasfigurato. È un abito che si fa sempre più bianco, spirituale. Ci parla di qualcosa di ultraterreno. C’è una differenza enorme con i tre apostoli, sconvolti, di schiena, con tutti i loro limiti. Per quanto forti, non hanno la leggerezza di Cristo. Noi non siamo fatti per andare sotto terra! Quando vado in cimitero da mia mamma dico: so bene che tu non sei qui e mi aspetti lassù». Una simpatica, semplice signora anziana: «Se me à piasest al quadro? L’é bel, bel e pò basta! Al Signor l’é sempre bel!»
    Ma non possiamo dimenticare: il silenzio incantato e stupito dei ragazzi delle medie; il silenzio di contemplazione dei liceali; le voci argentine dei ragazzini delle elementari: «Gesù guarda in alto perché ascolta la Voce del Suo Papà...».

A.C.



Chiuso domenica l’evento - La Trasfigurazione di Cristo.
Tiziano Vecellio per il Sinodo di Belluno-Feltre


    Si è conclusa domenica 13 novembre l’esposizione a Belluno della “Trasfigurazione di Cristo” dipinta da Tiziano Vecellio.
La chiusura dell’evento era stata inizialmente prevista per il 6 novembre, ma l’eccezionale afflusso di persone ha suggerito di protrarre fino a cinque settimane l’esposizione del dipinto, così da comprendere la festività del patrono diocesano san Martino. Complessivamente nella chiesa di San Rocco sono state contate 28.269 visite, ci cui circa 5mila nell’ultima settimana di apertura. Soltanto il 13 novembre, ultimo giorno, sono stati distribuiti all’ingresso della chiesa 1.505 depliant ad altrettanti visitatori.
    Il dipinto, realizzato dal pittore cadorino nel 1563, è già tornato nella sua sede d’origine, dietro l’altar maggiore della chiesa di San Salvador in Venezia. Lunedì 14 novembre alle 9 la ditta Tratto specializzata in trasporti d’arte ha iniziato lo smontaggio della tela, alla presenza della funzionaria della Soprintendenza dott. Annalisa Bristot e sotto la sorveglianza di una pattuglia della Polizia Stradale di Belluno, che ha poi scortato il dipinto fino a Venezia (durante tutto il periodo dell’esposizione il coordinamento della sicurezza è stato gestito dalla Prefettura di Belluno, con il supporto operativo della Questura). Alle 11 Tiziano ha lasciato Belluno, per essere ricollocato sul meccanismo a saracinesca che lo rende mobile come tela di copertura feriale nella chiesa di San Salvador, dove le operazioni di rimontaggio si sono concluse verso le 15.30.

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