La “Trasfigurazione di Cristo”
resterà esposta fino al 13 novembre
Raggiunte mercoledì le 20.000 visite
Domenica alle 18.30 la Messa presieduta dal Vescovo
La “Trasfigurazione di Cristo” di Tiziano Vecellio resterà a Belluno una settimana in più, e sarà visibile nella chiesa di San Rocco fino a domenica 13 novembre.
Il prolungamento dell’esposizione è stato voluto dal Vescovo in considerazione del grande interesse che l’evento sta riscuotendo. Mercoledì 2 novembre sono state raggiunte le 20mila visite in chiesa di San Rocco (l’esposizione è stata aperta dal 9 ottobre); le conferenze di carattere teologico e artistico, proposte davanti al dipinto, hanno sempre richiamato un numero straordinario di persone. Inoltre, l’allungamento di una settimana consentirà di comprendere anche la festa del patrono diocesano San Martino entro il periodo dell’esposizione.
La Prefettura di Belluno, grazie alla disponibilità del prefetto Lorenzo Cernetig, ha accolto la richiesta di prolungamento dell’evento garantendo la continuità nel coordinamento della sicurezza fino al 13 novembre e al trasferimento dell’opera nella sua sede originaria di San Salvador, a Venezia. La Diocesi di Venezia e la Parrocchia di San Salvador hanno dato il loro assenso, così come la Soprintendenza. Al momento manca ancora il via libera del Ministero. Anche don Carlo Onorini, rettore della chiesa di San Rocco, e il gruppo dei volontari per la vigilanza hanno garantito la loro disponibilità per la continuazione dell’evento.
Domenica 6 novembre alle 18.30 il Vescovo presiederà una Messa davanti alla “Trasfigurazione di Cristo”, nella chiesa di San Rocco. Tutta la popolazione è invitata.
La splendida “Trasfigurazione di Cristo”
sarà esposta nella chiesa di San Rocco a Belluno Per il Sinodo arriva Tiziano Vecellio E’ la prima volta che un dipinto di Tiziano arriva in provincia. Inaugurazione l’8 ottobre
Per il Sinodo di
Belluno-Feltre arriva Tiziano Vecellio. Arriva a Belluno la “Trasfigurazione di Cristo”, un imponente olio su tela (misura tre metri di base e due e mezzo di altezza) che resterà esposto nella chiesa di San Rocco, in piazza dei Martiri, da domenica 9 ottobre a domenica 6 novembre. L’inaugurazione è fissata per sabato 8 ottobre alle 11, nella stessa chiesa, con un intervento del Vescovo e di don Natalino Bonazza, parroco della chiesa di San Salvador a Venezia, dalla quale il quadro proviene. Poi la chiesa di San Rocco resterà aperta, con ingresso libero, tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19, il venerdì con orario continuato dalle 9 alle 19. L’evento è di massima importanza sul piano religioso e culturale. Sul piano religioso, perché la splendida “Trasfigurazione” dipinta da Tiziano indurrà a riflettere sul difficile annuncio dato da Gesù ai suoi discepoli: attraverso la passione si giunge al trionfo della risurre-zione. “Tu non morirai mai” è l’espressione scelta come motto per il Sinodo, che ha per tema la vita. Ed è questa la promessa che Gesù ha fatto ai suoi discepoli e a ciascuno di noi. Il legame tra il tema del sinodo e il soggetto del dipinto è evidente. La sessione di apertura della grande.
Il Tiziano della Trasfigurazione Lo sguardo e l’atteggiamento di Gesù rivolti alla voce del Padre Racconta Matteo che davanti
a Gesù trasfigurato i discepoli restarono impauriti. Si udì una voce venire da una nube, una voce che disse: «Questi è il mio Figlio prediletto; ascoltatelo!». Allora i discepoli furono presi da timore e caddero, con la faccia a terra. Questa è la scena che Tiziano dipinge. Lo sguardo e l’atteggiamento di Gesù sembrano proprio rivolti verso il punto dal quale giunge la voce del Padre, che insieme al fulgore spaventa e fa cadere i discepoli. Gesù quasi si eleva verso quella voce, incurante di ciò che avviene attorno a lui. Pietro si ripara ma ha il coraggio di guardare, Giacomo ha gli occhi in ombra, il suo braccio gli copre la vista di un’immagine troppo forte, Giovanni congiunge le mani in preghiera. I critici ritengono che nella sempre ricchissima simbologia di Tiziano Pietro possa impersonare la fede, Giacomo la speranza e Giovanni la carità, evidenziata anche dal rosso ardente della sua veste. La “Trasfigurazione di Cristo”, completata probabilmente nel 1563, è una delle prime opere dell’ultimo periodo di Tiziano, quello che incredibilmente anticipa di secoli le modalità dell’impressionismo.
Ed è la fase che più affascina la critica tizianesca: scompaiono il disegno e la distinzione della materia, prevale il colore, le pennellate viste da vicino si fanno grosse, pastose, per un effetto finale che può essere compreso soltanto se la tela viene vista da lontano. Così, con questa tecnica
innovativa, Tiziano dipinse
la “Trasfigurazione”. Gli fu commissionata proprio per quella collocazione in cui ancora oggi si trova: la pala d’altare della chiesa di San Salvador, dopo San Marco la più importante per i veneziani. La tela doveva fungere e tuttora serve come “copertura feriale” di un’antica pala d’argento con lo stesso soggetto, la trasfigurazione, rappresentata a bassorilievo. Tiziano dipinse la tela proprio per ricoprire quella pala d’argento, che veniva e viene scoperta e mostrata al pubblico il 6 agosto, festa della Trasfigurazione e festa del S. S. Salvatore. Per secoli l’opera di Tiziano, ogni 6 agosto, è stata arrotolata su e giù per lasciar vedere la pala d’argento; oggi invece, montata entro una cornice d’acciaio, la pala
scorre in alto e basso sostenuta da un meccanismo a ghigliottina. È facile immaginare come venne ridotta dall’uso, e quante volte sarà stata ritoccata a pennello ogni volta che un pezzo della pittura originale si staccava... Per questo la critica ritenne, fino al restauro del 1995, che si trattasse di un’opera della bottega di Tiziano. Invece il restauro ha mostrato tutta la grandezza del suo vero autore. Tiziano studiò l’opera perché fosse perfetta nella sua collocazione. E infatti, oggi come cinque secoli fa, essa risulta esattamente al centro della visione entrando nella grande chiesa di San Salvador, all’altar maggiore. Il bagliore delle vesti di
Gesù trasfigurato attira il visitatore fin da lontano, e invita a raggiungere l’altare centrale. Collocato a due metri dal suolo, il grande dipinto sovrasta chi lo ammira dal basso; e le figure dei discepoli che vi sono dipinte cariche del loro stupore e timore sembrano
cadere all’indietro verso chi guarda, un effetto sicuramente voluto da Tiziano.
Breve storia della chiesa di San Rocco Voluta per voto cittadino contro la peste, la chiesa venne iniziata nel 1530 e costruita a più riprese fino al 1561, come testimoniano gli stemmi dei rettori veneti Giacomo Salomon (1659) sulla colonna di sinistra e di Pietro Loredan (1561) sotto la statua di San Rocco inserita al centro della facciata.
Venne officiata dai Cappuccini tra il 1605 e il 1769 assieme al retrostante convento, che dopo la chiusura in età napoleonica nel 1806, passò al demanio e fu acquistato dalla contessa Elisabetta Agosti nel 1856. Ristrutturato il complesso, la chiesa venne riaperta al culto nel 1860 e il convento fu trasformato in orfanotrofio da don Antonio Sperti. L'istituto fu poi affidato assieme alla chiesa ai Salesiani dal 1924 al 1957.
All'esterno, sotto il portico, due affreschi datati 1564 con la Trinità e i SS. Rocco e Sebastiano, sulla destra, e i SS. Cosma e Damiano a sinistra. All'interno, dietro L 'altare maggiore, una copia cinquecentesca dell'Assunta di Tiziano, l'"Estasi di S. Francesco" del bellunese Gaspare Diziani (1689-1767), un grande tabernacolo ligneo di Valentino Panciera Besarel (1829-1902) ed altre pitture di Luigi Speranza (1819-1879), Luigi Cima (1860-1944) e Antonio Duodo.
L’arte di Tiziano per dire: «Tu non morirai mai!»
La “Trasfigurazione di Cristo” è arrivata a Belluno mercoledì, scortata dalla Polizia
L’inaugurazione è fissata per sabato 8 ottobre
alle 11, nella chiesa
di San Rocco a Belluno.
L’evento legato a Tiziano
Vecellio, con l’esposizione
della sua “Trasfigurazione
di Cristo”, sta per avere
inizio. Dopo il Sentiero del
Sinodo presentato in
luglio a Cortina d’Ampezzo,è dunque tempo di
un altro “segno del
Sinodo”, un altro appuntamento
rivolto a tutta la cittadinanza
bellunese, non
solo al popolo dei fedeli.
La splendida “Trasfigurazione”,
olio su tela che
misura 3 metri per 2 e
mezzo e che fu dipinta da
Tiziano nel 1563, sarà visibile
per un mese esatto
tutti i giorni, da domenica
9 ottobre (non a caso nell’anniversario
del Vajont,
segno di morte e risurrezione
per la nostra gente)
fino a domenica 6 novembre,
appena dopo i
Santi e i Morti. L’orario di
apertura della chiesa di
San Rocco sarà 9-12 e
15-19, compresi sabato e
domenica, il venerdì con
orario continuato 9-19.
LA PRIMA VOLTA
IN PROVINCIA Così, per la prima volta,
per il Sinodo diocesano,
una delle figure più illustri
della nostra provincia, il
cadorino Tiziano Vecellio,
arriva in mostra fra le sue“crode”. In cinquecento
anni non era mai successo.
La spiegazione di
questa “dimenticanza” è
abbastanza semplice: “muovere” un Tiziano è ed è sempre stata un’impresa
molto difficile, possibile
solo alle grandi organizzazioni
in occasione di
mostre di rilievo internazionale.
Martedì scorso, sotto un
potente acquazzone, il
quadro di Tiziano è stato
prelevato dalla “sua”
chiesa di San Salvador, a
Venezia. Una notte trascorsa
nel caveau della
ditta Tratto e poi, mercoledì
mattina, il trasferimento
a Belluno sotto la
scorta della Polizia e la vigilanza
di due funzionari
della Soprintendenza.
Tutto è andato bene, e il Tiziano è stato sistemato per
la sua “vacanza bellunese”.
GLI STRUMENTI
E L’ALLESTIMENTO
Per avvicinarsi all’opera
e al Vangelo che ne è l’origine, l’organizzazione
ha predisposto un
depliant che verrà consegnato
a tutti i visitatori all’ingresso
in chiesa.
L’allestimento in chiesa è estremamente sobrio,
volto a favorire la meditazione
e la preghiera davanti
al dipinto. Ma è allestita
una sala sul retro
della chiesa (la sala Luciani
del Centro Giovanni
XXIII) dove viene proiettato
a ciclo continuo un
video (durata: 20 minuti)
dedicato a Tiziano e a
questa sua opera in particolare.
Parole e immagini
sono pensate con una funzione
didattica, il video
dunque si presta per
essere visto dalle scolaresche.
IL LIBRO
SULL’EVENTO
Nella sala viene posto in
vendita un libro realizzato
per l’occasione con il sostegno
scientifico della
Fondazione Centro Studi
Tiziano e Cadore di Pieve
di Cadore, stampato da
Silvana Editoriale. Si
tratta di una monografia
dedicata all’evento, destinata
a riempire un
vuoto della critica riguardo
alla “Trasfigurazione
di Cristo” di Tiziano
Vecellio.
La cura scientifica del
volume è stata affidata
alla Fondazione Centro
Studi Tiziano e Cadore,
con la prof. Maria Giovanna
Coletti e il prof.
Bernard Aikema. Per la
pubblicazione la Regione
del Veneto, coeditore del
volume, ha partecipato
alla spesa con un contributo
di 10.000 euro. COLLABORAZIONI
E SOSTEGNI
L’evento è stato organizzato
dalla Commissione
sinodale per la comunicazione.
Ha collaborato in particolare
l’arch. Gianluigi Pescolderung
- Studio Tapiro
di Venezia con l’arch.
Barbara Accordi. L’organizzazioneè stata possibile
grazie al benestare
e alla collaborazione
della Parrocchia di San
Salvador in Venezia, della
Diocesi di Venezia, della
Soprintendenza per i Beni
Architettonici per il
Paesaggio e per il Patrimonio
Storico Artistico ed
Etnoantropologico di Venezia
e Laguna, del Ministero
per i Beni e le Attività
Culturali. In particolare
va segnalata la disponibilità
di don Carlo Onorini,
rettore della chiesa di San
Rocco in Belluno.
Per quanto riguarda la
sicurezza, il coordinamento
delle Forze dell’Ordineè stato garantito
dalla Prefettura di Belluno
con la Questura; l’allestimentoè di Zerounolegno
di Sedico; il sistema
d’allarme è predisposto
da Secur di Belluno (in collegamento
ponte-radio
con la Questura di
Belluno); la vigilanza è assicurata
da 150 volontari
coordinati da Ettore Saronide
e Arduino De
Bortoli; le luci sono fornite
da Astarte, Brescia, con il
supporto di Luciano
Bristot; il trasporto del dipinto è a cura di Tratto, Venezia;
l’assicurazione è
Fondiaria-Sai.
Per l’esposizione la Fondazione
Cassa di Risparmio
di Verona Vicenza
Belluno e Ancona ha
offerto un sostegno di
20.000 euro.
9 ottobre 2005 - L’esposizione della Trasfigurazione di Tiziano Vecellio registra la visita di mille persone
Alle 17.30 (quindi un’ora e mezzo prima della chiusura) erano già mille le persone che hanno visitato l’esposizione La Trasfigurazione di Cristo. Tiziano Vecellio per il Sinodo di Belluno-Feltre. Molti sostano lungamente in Chiesa, in un clima di silenzio e di preghiera; apprezzata anche la scelta degli organizzatori di spostare nella sala “Luciani” del Centro “Giovanni XXIII” l’esposizione didattica, con la proiezione di un video a ciclo continuo sulla storia dell’opera e del tema della Trasfigurazione nei secoli. Molto apprezzato anche il volume realizzato per l’esposizione, a cura della Fondazione “Tiziano” di Pieve di Cadore, la cui prima tiratura è andata subito esaurita. Nuove copie saranno comunque disponibili già da martedì prossimo.
Un libro per capire la Trasfigurazione
Analisi critica e sguardo teologico per avvicinare il capolavoro di Tiziano
Settecento copie in una
settimana: è il segno del
grande interesse suscitato
dal libro «La Trasfigurazione
di Cristo, Tiziano Vecellio
per il Sinodo di
Belluno-Feltre», che è
stato realizzato proprio
per l’esposizione della tela
di Tiziano a Belluno. Il
volume è a disposizione
nella chiesa di San Rocco
(viene proposta un’offerta
minima di 5 euro).
Con il libro, la Commissione
sinodale per la comunicazione
ha inteso fornire
un serio strumento di
lettura del capolavoro di
Tiziano, affidandosi per
l’analisi artistica agli studiosi
della Fondazione
Centro Studi Tiziano e
Cadore di Pieve di Cadore.
Il coordinamento della sezione
scientifica è stato
curato dal prof. Bernard
Aikema (a sua firma l’introduzione),
che ha coinvolto
i critici Michele Di
Monte e Lorenzo Finocchi
Ghersi e favorito la pubblicazione
inedita in italiano
di un articolo del professor
Roger Rearick (la traduzione è stata curata da
Marco Perale). La Soprintendenza
veneziana ha
partecipato alla stesura
del volume con un contributo
di Ettore Merkel,
responsabile del restauro;
compare nel libro anche la
scheda sul restauro redatta
dall’esecutore, Ottorino
Nonfarmale. Infine,
una nota sull’allestimento
nella chiesa di San Rocco a
Belluno è stata scritta dai
curatori Gianluigi Pescolderung
e Barbara Accordi.
L’approccio religioso
alla geniale opera di Tiziano è stato curato da don
Natalino Bonazza, teologo
e parroco della chiesa di
San Salvador in Venezia,
dalla quale il dipinto proviene.
Uno scritto introduttivo
del nostro Vescovo
inquadra l’iniziativa nell’ambito
del Sinodo e sulla
traccia del “Volto del Redentore”
di Beato Angelico
esposto l’anno scorso.
Il volume (48 pagine,
con numerose fotografie di
grande formato, tutte a
colori) risulta curato ed
elegante nella veste
grafica; il progetto di impaginazione
e la stampa
sono stati eseguiti dall’editore
d’arte Silvana Editoriale
di Cinisello
Balsamo. Coeditore, insieme
con la Diocesi, è la
Regione del Veneto (presentazione
del presidente
Giancarlo Galan).
Sulla “Trasfigurazione
di Cristo” di Tiziano Vecellio
esistono pochi studi,
perché lo splendore del dipinto è stato svelato solo
dopo il radicale restauro
completato nel 1997. Il
libro nato dall’iniziativa
diocesana, dunque, si pone
come un punto di riferimento
fondamentale per
avvicinarsi a quest’opera
di Tiziano. E pertanto l’iniziativa
sinodale ha anche
il merito di aver “acceso i
riflettori” su un capolavoro
degli ultimi anni
dell’artista cadorino.
L’esposizione della “Trasfigurazione” nella chiesa di San Rocco si conclude domenica 13 Ancora pochi giorni per vedere Tiziano a Belluno La testimonianza dei volontari che hanno garantito la sorveglianza
in chiesa di San Rocco
Entrati in S. Rocco, i visitatori
sono presi fin dall’inizio
dall’atmosfera di
silenzio, accompagnata
da un delicato sottofondo
musicale. C’è ampio
spazio davanti al grande
dipinto e molti vanno
subito a sostare lì davanti,
in piedi, in contemplazione.
Spesso
qualcuno si sposta per
poter guardare da punti
di vista diversi. È un
fluire continuo, a ondate:
persone singole, gruppi
vari, famiglie.
Noi volontari siamo
commossi nel vedere
tante persone interessate
a questo evento.
Quando si fermano per
firmare, ci viene spontaneo
chiedere: «Siete di
Belluno?». Così abbiamo
scoperto le più svariate
provenienze anche molto
lontane dalla nostra provincia.
Non possiamo
elencarle tutte. Ricordiamo
un gruppetto di
giovani donne: «Siamo
venute apposta da
Mestre, anche se noi Tiziano
l’abbiamo a Venezia.
Ma è tutt’altra
cosa venire a contemplarlo
nella sua terra
natale!».
Tutti accettano poi di
percorrere il tragitto
quasi labirintico che
porta alla saletta del
video. Lo fanno sportivamente,
con passo deciso,
passando di sorpresa in
sorpresa, scoprendo
luoghi mai visti neanche
dai bellunesi: il giardino
dei Salesiani, la hall
della Casa per Ferie, il
bel giardinetto del
Centro con la zampillante
fontana azzurra,
attrazione immediata
dei bambini!
Nella saletta del video,
a tratti affollata,
scorrono quelle immagini
che non finiremmo
mai di vedere e rivedere.
Ci rivelano, oltre ai
particolari della Trasfigurazione,
aspetti
inediti dell’arte di Tiziano
che fin da ragazzino
dipingeva con “sughi” di fiori. Nell’ultima
sua opera, dipinge
Gesù deposto dalla
croce, che non mostra le
ferite della Passione. Il
Suo corpo è intatto, quasi
già risorto.
E la Maddalena
non è lì, curva su
di Lui, straziata e piangente,
ma, entusiasta,
corre verso di noi per dare
il luminosissimo annuncio
della Risurrezione.
Vedendo uscire,
pensose, tante persone,
ci siamo chiesti: «Chissà
che cosa passa nel cuore
di ciascuno!». E ci siamo
fatti coraggio. Infatti sopraggiunge
una specie di
paura nell’accostare a
bruciapelo persone
spesso sconosciute. La
paura invece scompare,
perché rivolgendo domande
semplici in modo
cordiale, abbiamo ricevuto
sempre belle risposte
altrettanto cordiali,
risposte non
preparate se non dalle
immagini impresse nella
mente e nel cuore. Ne
elenchiamo alcune che ci
indicano quanto è bella e
variegata la sensibilità
di ciascuno. Riposte ora
telegrafiche, ora più
ampie.
Un giovane: «Il dipinto è bellissimo: attualizza
la Scrittura».
Una giovane signora: «È bello il video perché ci
fa conoscere tutto il contesto
in cui è nata quest’opera:
la spiritualità e
la fede di Tiziano».
Due giovani coniugi: «Noi siamo stati a vedere
la mostra di Caffi, ora
siamo qui per Tiziano.
Abbiamo gli occhi tutti
presi dall’arte. I prossimi
giorni torneremo senz’altro
solo per vedere,
con calma, Gesù».
Una ragazza: «Le date
si dimenticano, ma le immagini
si interiorizzano
e ci arricchiscono».
Due coniugi (quasi un
duetto): «Dal dipinto ci
viene un grande messaggio,
quello della Resurrezione.
Già la si vede
nell’abito leggero di Gesù
trasfigurato. È un abito
che si fa sempre più
bianco, spirituale. Ci
parla di qualcosa di ultraterreno.
C’è una differenza
enorme con i tre
apostoli, sconvolti, di
schiena, con tutti i loro
limiti. Per quanto forti,
non hanno la leggerezza
di Cristo. Noi non siamo
fatti per andare sotto
terra! Quando vado in cimitero
da mia mamma
dico: so bene che tu non
sei qui e mi aspetti
lassù».
Una simpatica, semplice
signora anziana: «Se me à piasest al
quadro? L’é bel, bel e pò
basta! Al Signor l’é sempre bel!»
Ma non possiamo dimenticare:
il silenzio incantato
e stupito dei ragazzi
delle medie; il
silenzio di contemplazione
dei liceali; le voci
argentine dei ragazzini
delle elementari: «Gesù
guarda in alto perché
ascolta la Voce del Suo
Papà...». A.C.
Chiuso domenica l’evento - La Trasfigurazione di Cristo.
Tiziano Vecellio per il Sinodo di Belluno-Feltre
Si è conclusa domenica 13 novembre l’esposizione a Belluno della “Trasfigurazione di Cristo” dipinta da Tiziano Vecellio.
La chiusura dell’evento era stata inizialmente prevista per il 6 novembre, ma l’eccezionale afflusso di persone ha suggerito di protrarre fino a cinque settimane l’esposizione del dipinto, così da comprendere la festività del patrono diocesano san Martino. Complessivamente nella chiesa di San Rocco sono state contate 28.269 visite, ci cui circa 5mila nell’ultima settimana di apertura. Soltanto il 13 novembre, ultimo giorno, sono stati distribuiti all’ingresso della chiesa 1.505 depliant ad altrettanti visitatori.
Il dipinto, realizzato dal pittore cadorino nel 1563, è già tornato nella sua sede d’origine, dietro l’altar maggiore della chiesa di San Salvador in Venezia. Lunedì 14 novembre alle 9 la ditta Tratto specializzata in trasporti d’arte ha iniziato lo smontaggio della tela, alla presenza della funzionaria della Soprintendenza dott. Annalisa Bristot e sotto la sorveglianza di una pattuglia della Polizia Stradale di Belluno, che ha poi scortato il dipinto fino a Venezia (durante tutto il periodo dell’esposizione il coordinamento della sicurezza è stato gestito dalla Prefettura di Belluno, con il supporto operativo della Questura). Alle 11 Tiziano ha lasciato Belluno, per essere ricollocato sul meccanismo a saracinesca che lo rende mobile come tela di copertura feriale nella chiesa di San Salvador, dove le operazioni di rimontaggio si sono concluse verso le 15.30.