
L'intervento
FRANCO CARDINI
AL MUSEO DIOCESANO DI FELTRE SUI RAPPORTI TRA CRISTIANESIMO E ISLAM
(30 maggio 2011)
Franco
Cardini è stato invitato in occasione della mostra «Il Medioevo
delle Dolomiti» a parlare sul tema «Islam-Cristianesimo:
incontri e scontri nel corso dei secoli» lunedì 23 maggio.LA BIOGRAFIA E LA STORIA
«Ricordo le ciliegie chieste da un bambino musulmano…»; «ricordo
una gita, da giovane, al mare di Livorno…». Nella voce di Franco
Cardini, navigato storico settantenne, si esprime tutt’altro che
il pedante professore dall’erudizione incapace di dialogo; c’è
invece una persona capace di raccontare e raccontarsi. E,
soprattutto, con il racconto, di suscitare interrogativi più che
risposte poiché – dice - «in tanti anni di insegnamento mi sono
convinto che c’è sempre una risposta semplice ai problemi degli
uomini: peccato però che la risposta più semplice sia sempre
quella sbagliata». Il fatto è semplice: un bambino musulmano
chiede di poter prendere delle ciliegie dal ramo di un albero; i
proprietari glielo concedono e il giorno dopo il bambino torna
con un pane croccante, cucinato dalla mamma in cambio delle
ciliegie. CONTRO I LUOGHI COMUNI
Musulmani e cristiani non hanno nel loro Dna la guerra
reciproca. Tutt’altro. Il regno latino di Gerusalemme si
interpreta meglio come «il primo esempio di civiltà coloniale»,
piuttosto che l’avamposto cristiano contro l’avanzata islamica.
La proprietà dei luoghi santi, certo, ha avuto il suo peso nel
muovere gli eserciti. Però non va dimenticato che le crociate
«non sono mai state interpretate, nell’epoca in cui si
svolgevano, come fatti religiosi. Per l’islam mongolo, indiano,
cinese sono state null’altro che una puntura di spillo». È vero
che Osama Bin Laden, «pace all’anima sua», ha parlato nei suoi
farneticanti proclami degli occidentali come «di coloro che ci
hanno sempre attaccato, che ci hanno sconfitti con le crociate».
Ma questa parola, «crociata», in arabo l’hanno portata nel 1800
gli intellettuali islamici che avevano studiato in Occidente:
nell’arabo medioevale questa parola non esiste e le Crociate
sono descritte come «le guerre dei Franchi», non dei Cristiani.
ETERNA DIALETTICA TRA MIGRANTI E SEDENTARI
Anche oggi, l’incontro tra Cristiani e Musulmani va interpretato
più nell’ottica delle trasmigrazioni dei popoli, che non in
quella dello scontro di civiltà o della guerra di religione. E,
a questo proposito, Cardini si è fatto maestro del dubbio:
«nella nostra cultura, il nomade è visto come l’invasore; il
pastore ha sempre rovinato le culture del contadino». Ma come
vanno le cose all’inizio? «All’inizio, è il contadino che lede
il diritto del pastore di migrare. È il contadino che traccia un
confine che prima di lui non esisteva. Romolo traccia un confine
ben determinato, uno spazio quasi sacro, e uccide Remo che lo
valica; Caino è un assassino, e pure traccia un confine, secondo
la narrazione della Genesi».
L’incontro, per l’organizzazione del quale si è mosso anche «Il
Fondaco per Feltre», è stato trasmesso in diretta su Radiopiave.
Nella foto: Franco Cardini (a sinistra)
e monsignor Giacomo Mazzorana.

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