.:Il Libro sinodale della diocesi di Belluno-Feltre promulgato
in Concattedrale dal vescovo Andrich
alla presenza del patriarca, cardinale Scola L’identità eucaristica del Sinodo: questo uno dei tratti fondamentali che è emerso dalla Santa Messa, presieduta dal patriarca di Venezia cardinal Angelo Scola, nel corso della quale è stato promulgato e distribuito dal vescovo di Belluno-Feltre monsignor Giuseppe Andrich il Libro sinodale.
.:Saluto alla celebrazione della Messa per la consegna del Libro sinodale Saluto con gioia tutti voi che siete qui: parroci, sacerdoti, diaconi, religiose e religiosi, sinodali, laici di tante parrocchie e di tutte le foranie. È straordinaria questa assemblea nel compimento ultimo dell'esperienza del Sinodo. Oltre ai presenti, saluto quanti sono collegati con noi tramite Telebelluno.
Porto nel cuore gli infermi, gli anziani e i sofferenti che partecipano alla vita del Popolo di Dio donandogli una vitalità incalcolabile, innestata nel sacrificio della Croce. Per molti di loro poter vivere a distanza questo momento con noi li fa sentire anche sensibilmente partecipi della vita della Chiesa e noi li riconosciamo forza vitale nel nostro cammino.
.:Omelia di S.E.R. Card. Angelo Scola,
Patriarca di Venezia 1. «Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”». Le parole dell’Istituzione eucaristica che abbiamo appena ascoltato acquistano oggi, solennità del Corpus Domini, un particolare significato. Infatti il gesto ecclesiale che ci vede oggi qui convenuti – la consegna del Libro del Sinodo – è una espressione straordinaria della identità eucaristica della Chiesa di Belluno-Feltre.
L’Eucaristia di questa sera è fonte e culmine di un cammino comune (Sinodo) di riscoperta della propria vocazione. E lo stesso Sinodo ora vi invia più coscienti in missione.
.:Il LIBRO SINODALE: nasce il codice della Diocesi di Belluno-Feltre Molte sono le materie disciplinate da Codice. Esiste un codice civile e un codice penale; un codice stradale. La lingua italiana ci dice che il codice è “la raccolta sistematica delle norme giuridiche relative ad una data materia”.
.:Quattro capitoli e un’introduzione:
così si articola il Libro sinodale Il Libro sinodale, che sarà promulgato dal Vescovo diocesano, monsignor Giuseppe Andrich, giovedì sera alle ore 20 in Duomo a Feltre, in una celebrazione eucaristica presieduta dal patriarca di Venezia cardinal Angelo Scola, è diviso in quattro sezioni, corrispondenti ai quattro ambiti tematici sui quali si è sviluppato il cammino sinodale. Si tratta dei temi dell’annuncio del Vangelo, dell’accoglienza, della parrocchia e della famiglia.
.:Il repertorio iconografico del Libro sinodale:
l’arte descrive l’annuncio del Vangelo a Belluno-Feltre Sulla scia del recente Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica, anche il Libro sinodale della Diocesi di Belluno-Feltre ha scelto di arricchirsi di un notevole repertorio iconografico, scelto dall’Ufficio per i beni culturali e l’arte sacra in base a due criteri: opere d’arte che si trovano nel territorio diocesano e che testimoniano lungo i secoli l’annuncio del Vangelo, processo di cui il Sinodo costituisce una tappa importante, nelle varie zone del territorio di Belluno-Feltre.
Conclusi con la sessione per le votazioni
i lavori dell’Assemblea sinodale di Belluno-Feltre
Con la mattinata di sabato 28 gennaio si sono conclusi i lavori dell’Assemblea sinodale della Diocesi di Belluno-Feltre. Il maltempo dei giorni precedenti non ha impedito a 218 componenti l’Assemblea di raggiungere puntualmente il Centro diocesano “Giovanni XXIII” dove alle 8.30 un tempo di preghiera, guidato dal pievano di Candìde don Attilio Zanderigo, ha aperto i lavori. Il moderatore del Sinodo don Luigi Del Favero ha preso la parola per poi lasciare spazio alle votazioni propriamente dette, presiedute dall’avvocato Enrico Gaz e dal cancelliere vescovile don Gianni Trevisàn.
Le votazioni più attese hanno riguardato i documenti dell’Assemblea: sono stati approvati a larghissima maggioranza i quattro testi che fanno il ritratto della futura vita pastorale diocesana negli ambiti dell’annuncio, dell’accoglienza, della parrocchia e della famiglia. Sono testi frutto di una lunga gestazione: le loro origini risalgono al 2001, anno in cui è iniziata la preparazione del Sinodo. Prima della redazione definitiva, sono stati vagliati dalla stessa Assemblea sinodale in quattro giorni di riunione a Borca di Cadore nello scorso mese di novembre.
Ai sinodali è stato inoltre chiesto di esprimere il proprio voto su alcune deliberazioni dell’Assemblea che descrivono aspetti dell’attività pastorale specificati nel corso dei lavori di redazione operati da quattro comitati da novembre ad oggi: tra queste spicca la prima deliberazione votata, secondo la quale il primo annuncio del Vangelo deve diventare la dimensione che tocca e attraversa tutti gli ambiti della pastorale, e che ha ottenuto tra tutte il maggior numero (208) di voti favorevoli. Nessuno tra i documenti o le deliberazioni proposte al voto è stato bocciato dall’Assemblea.
Prima di lasciare il Centro diocesano, è stato proiettato ai sinodali un breve filmato, curato dal moderatore della Commissione storica per il Sinodo don Lorenzo Dell’Andrea, che ha ripercorso i sei anni di vita del Sinodo.
È toccato poi alla Basilica Cattedrale di Belluno ospitare alle 11.30 l’Assemblea per una celebrazione di ringraziamento al Signore per il dono del Sinodo, presieduta dal Vescovo diocesano monsignor Giuseppe Andrich. Nel corso della celebrazione sono stati ufficialmente e solennemente consegnati al Vescovo tutti i documenti e le deliberazioni, approvati dall’Assemblea sinodale in mattinata, cui si sono aggiunti i testi dei quattro messaggi del Sinodo, del messaggio finale dell’incontro di Borca di Cadore, di una serie di appunti sulle diverse sfaccettature che la religiosità e la spiritualità della Diocesi assumono nelle varie zone: territori che lungo i secoli hanno conosciuto appartenenze a diverse Chiese locali. Nei suoi interventi il Vescovo ha ricordato ai sinodali che il vero lavoro comincia ora e che è necessario soprattutto non dimenticare, oltre ai testi scritti, lo spirito del Sinodo.
Ora al Vescovo, quale maestro di fede, spetta il compito di redigere materialmente il Libro sinodale che, trasmesso anche alla Santa Sede, sarà promulgato nella Concattedrale di Feltre alla presenza del patriarca di Venezia cardinal Angelo Scola.
.:Meditazione iniziale di don Attilio Zanderigo Riflessione per la conclusione del Sinodo
Negli Atti degli Apostoli si legge che, “mentre il giorno della Pentecoste stava per finire, gli Apostoli si trovavano insieme nello stesso luogo. Ad un tratto sentirono un forte rumore come di vento che si abbatte gagliardo” (At 2,2). Allora “furono tutti pieni di Spirito Santo” (At 2,4).
Penso che anche il Sinodo per noi sia stato un po' come il cenacolo, il luogo dove Maria e gli apostoli hanno fatto esperienza dello Spirito Santo; oggi il Sinodo si conclude e noi siamo chiamati ad uscire dal cenacolo, ciascuno con la propria responsabilità per camminare secondo lo Spirito.
.:Relazione di don Luigi Del Favero, moderatore del Sinodo “Sono cambiata!”
Questa la constatazione e la confessione di una sinodale che potrebbe diventare oggi la parola comune e condivisa. Accanto al contenuto che ognuno può indicare per il proprio cambiamento – le nostre condizioni sono molto diverse per età, provenienza, esperienza e cammini di fede e tale varietà è stata una nota non secondaria del Sinodo – c’è un’indicazione comune, anche di contenuto, che ci piacerebbe interpretare.
Lo facciamo con le parole quasi elementari con cui Benedetto XVI dava inizio al ministero di pastore universale il 24 aprile scorso:
.:Intervento del Vescovo alla celebrazione «L’anima mia magnifica il Signore…».
Siamo alla fine dei lavori del Sinodo, ma non termina il cammino sinodale della nostra Chiesa di Belluno-Feltre. In questo momento noi sentiamo – non con orgoglio, né con vanagloria – di aver vissuto anni straordinari e di iniziare con umiltà un nuovo “camminare insieme”, sicuri che il Consolatore, lo Spirito di verità ci accompagna e fa di noi una sola cosa.
Ci sembra di arrivare oggi sulla vetta di una montagna, che immaginiamo come il Tabor; dopo una faticosa salita, guardiamo in alto il luminoso volto di Gesù Cristo, come sole che illumina tutta la nostra esistenza, guardiamo in basso la quotidianità, in cui siamo chiamati a compiere “le sue opere e anche di più grandi”, per il tratto di percorso che ognuno di noi avrà nella Chiesa terrena. L’evangelista Luca, subi-to dopo la Trasfigurazione, colloca la svolta decisiva del suo vangelo e la descrive con una pennellata: «Gesù indurì il suo volto e si incam-minò verso Gerusalemme». Il volto bello del Tabor, diventa il volto forte, il volto davanti al quale è bello stare, diventa il volto in cammino. Anche noi abbiamo la volontà di camminare con decisione – come Gesù verso Gerusalemme –, vogliamo farci suoi discepoli seguendolo sulla via della croce. La memoria del cuore sugli anni che abbiamo vissuto insieme ci faccia sentire il percorso che ci sta davanti come compito impegnativo che chiede determinazione.
Una speranza per tutti
Messaggio a conclusione dell’Assemblea sinodale di Borca di Cadore,
17-20 novembre 2005
Non era stato pensato né previsto un messaggio ufficiale al termine di questi tre giorni di Assemblea, ma noi Sinodali della Chiesa di Belluno-Feltre, mentre stiamo per tornare alle nostre case, vorremmo idealmente che ognuno fosse reso partecipe dello stupore di fronte a una bella notizia che, in questi giorni, ha colto di sorpresa pure noi: c’è davvero una speranza per tutti!
Non si tratta di messaggio che non tiene conto della realtà così spesso violenta e drammatica di questo mondo; anche noi in alcuni momenti abbiamo sentito la fatica e ci siamo sentiti lacerati da tensioni profonde e, apparentemente, insanabili. Vogliamo dire però che è stato possibile superarle non per nostro merito, ma per la grazia che lo Spirito Santo dona.
C’è speranza per tutti. In modo particolare per voi poveri, per voi ammalati, per voi sofferenti di cui nessuno parla, per voi che siete i preferiti del regno di Dio, il regno della speranza, della bontà e della vita; voi che siete i fratelli del Cristo povero e sofferente; voi, con Lui, se lo volete, siete già fermento per la salvezza del mondo.
C’è una speranza per i bambini, soprattutto per coloro che sono vittime innocenti della violenza e della superficialità degli uomini: voi siete coloro che ancor oggi muoiono al posto del Cristo per la violenza di Erode; voi oggi, per primi, siete nella candida schiera degli eletti.
C’è una speranza per voi giovani. È per voi, soprattutto per voi, giovani, che la nostra Chiesa ha intrapreso la strada di questo sinodo; una strada che è solo l’inizio di uno stile che, noi speriamo, voi saprete interpretare in modo autentico e pieno.
C’è una speranza per le famiglie. Di fronte al dramma di tante famiglie divise non siamo sempre stati capaci di mostrare il volto materno e accogliente della Chiesa, qualcuno si è sentito emarginato ed escluso: vi chiediamo sinceramente perdono. Ma vi è una certezza che ci consola: Dio, lui, forse solo lui, non vi ha mai abbandonato e ancora vi incoraggia a scoprire una vocazione impensata e imprevedibile scritta per voi proprio sulle pagine più tristi della vostra storia.
E voi anziani, voi potete essere gli occhi della nostra speranza: quando guardate i bambini, i vostri nipotini, quando guardate i giovani, quando guardate avanti a Colui che tutti ci attende.
Un pensiero particolare anche per coloro che hanno sofferto o che soffrono a causa delle inadempienze, delle superficialità, delle invidie, delle povertà presenti nella nostra Chiesa: il volto nuovo che la nostra comunità diocesana potrà avere in futuro dipende in buona parte da voi. Preghiamo perché coloro che hanno delle responsabilità in questo senso abbiano il coraggio di chiedere perdono, e preghiamo per voi perché il Signore vi doni la grazia immensa di saper perdonare.
Anche a voi stranieri che vivete e che attraversate la nostra terra, dovremmo trovare la forza per riconoscere e per dire che voi siete per noi una grande speranza. Forse noi saremmo destinati a rimanere soffocati dalla nostra aria, apparentemente così pura e limpida, prigionieri delle nostre stesse case e delle nostre paure se voi non veniste a spezzare queste nostre chiusure e questi nostri vincoli bussando alla nostra porta. Invochiamo la luce e la forza dello Spirito per essere capaci di vera accoglienza.
Desideriamo condividere la nostra speranza con i politici, con i sindaci e con gli amministratori locali. La settimana prima della nostra Assemblea alcuni di noi vi hanno incontrato e sono stati ammirati dalla vostra dedizione e dalla vostra sensibilità. Abbiamo condiviso le preoccupazioni per il futuro dei nostri paesi. È anche grazie a voi e al vostro prezioso lavoro che ci sentiamo di dire che davvero c’è una speranza per la nostra gente, per la nostra terra, per le nostre montagne.
Non possiamo tuttavia non guardare con attenzione e con viva partecipazione alla crisi del lavoro che sta investendo il nostro territorio. Abbiamo visto molte aziende locali chiudere per trasferirsi in altri paesi che offrono condizioni più favorevoli; abbiamo percepito gli effetti della globalizzazione che hanno coinvolto attività tipiche della nostra Provincia; constatiamo una ripresa della disoccupazione. In questo particolare contesto sentiamo che è importante l’impegno di tutti, ciascuno secondo le proprie possibilità e le proprie responsabilità sociali, perché la speranza di un lavoro sicuro possa continuare a vivere nella nostra terra.
Alle molte persone in ricerca che abitano le nostre vallate, desideriamo dare questo messaggio: la vostra ricerca è importante anche per noi, continuate a cercare, non vi stancate. Un giorno noi avremo bisogno di voi che scrutate l’orizzonte, voi che non vi accontentate di risposte facili; se i tempi dovessero diventare bui per tutti, in quel giorno, forse, solo voi saprete dire a che punto è la notte.
Un pensiero anche per i poeti e per gli artisti. Questo mondo in cui viviamo ha bisogno di bellezza per non oscurarsi nella disperazione. Oggi, in modo del tutto particolare, la nostra Chiesa ha bisogno di voi per far risplendere la speranza che Dio ha seminato nel cuore degli uomini. Crediamo che siano maturi i tempi perché forme poetiche e artistiche nuove possano nascere da giovani aperti alla voce dello Spirito.
Alla nostra Madre del cielo, Maria, ai Santi della nostra terra, all’immenso coro dei Santi in cielo, e anche a tutti voi che instancabilmente avete pregato per noi vogliamo dire: è soprattutto grazie a voi che noi oggi possiamo affermare e, quasi, gridare: c’è davvero una speranza per tutti.
Proprio in questi giorni, quarant’anni fa, si concludevano a Roma i lavori del Concilio ecumenico Vaticano II. Vorremmo diffondere oggi per le nostre valli il clima di quei giorni, consci che, senza il loro esempio, questo Sinodo diocesano non si sarebbe svolto, così come molti altri sinodi dei quali si è arricchito il cammino della Chiesa cattolica, mentre cresce in noi la speranza di vedere il giorno in cui Dio, attraverso il suo Spirito, farà al mondo il dono immenso della piena unità di tutti i discepoli di Cristo.
I Sinodali
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I 246 sinodali insieme a rappresentanti di tutta la Diocesi vivono il loro primo incontro Laici, preti, religiosi: con la guida del Vangelo verso l’Altare
La Santa Messa in Cattedrale ha seguito l’invito alla missione rivolto all’Assemblea Lunghi stendardi scendono dal campanile dello Juvara. In certi momenti pare che lo vogliano abbracciare, sotto la spinta del vento.
Domenica 16 ottobre si celebra un evento importante: la prima sessione dell’Assemblea sinodale della diocesi di Belluno-Feltre. Nei giorni precedenti qualcuno si chiedeva: “Ma come?...
L’apertura? Ma se si parla di Sinodo da tre anni!”.È vero, ma gli anni precedenti, con tappe sapientemente graduate, hanno permesso di raccogliere le voci di centinaia e centinaia di abitanti della nostra terra per conoscerne gli aspetti e i problemi. Questo è dunque il momento dell’avvio dell’Assemblea sinodale.
TRE VESCOVI
PER UN’ASSEMBLEA
Abbiamo un ospite importante: il Vescovo Francesco Lambiasi, Assistente centrale dell’Azione Cattolica. Quando il Vescovo Giuseppe lo presenta e gli cede la parola, all’inizio è trepidante di parlarci in un momento tanto significativo.
Poi sarà forte e decisivo. Per questo ci chiede un supplemento di preghiera silenziosa perché egli possa offrirci un servizio in semplicità.
Dice: «Dedico ciò che dirò al Vescovo Vincenzo che ci guarda da una balconata del Paradiso e ne gioisce. Dedico ciò che dirò a Nicodemo, uomo che non teme di esporsi; a Zaccheo, uomo della curiosità e dello stupore; alla Samaritana, donna del disincanto e della sete di una vita nuova; a Maria di Magdala, donna della passione e della missione». E così ciascuno di noi è invitato a riconoscersi almeno in una di queste persone incontrate da Gesù.
LA NUOVA
EVANGELIZZAZIONE
Monsignor Lambiasi ci offre molti altri spunti di riflessione.La cosa più bella di cui si possa parlare è l’evangelizzazione, anzi una nuova evangelizzazione in quest’Occidente che sta vivendo veramente un tramonto della fede. Un’evangelizzazione alla radice, prima ancora della catechesi. Il cristiano è missionario, ma lo fa con amore, con dedizione, in modo nuovo, come lo Spirito Santo ispirerà. Parla la lingua della gente. Gesù si è preparato per 30 anni per poter parlare la lingua dei fratelli e non degli angeli.
L’annuncio non passa solo attraverso le parole, ma attraverso la nostra vita vissuta nella fede che si traduce in amore, entusiasta di Dio, innamorata di Gesù Cristo. Non siamo missionari da soli. Gesù cammina con noi e noi con Lui.
LA PROCESSIONE
DEI SINODALI
In Cattedrale l’atmosfera di fede si fa più intensa. A pensarci bene siamo, nel contesto del mondo, una piccola assemblea, una minuscola chiesa, ma in questa volontà di rinnovarci con il Sinodo siamo una perla preziosa, microscopica fin che si vuole, incastonata nel grigiore del mondo.
Quando si presentano all’altare i 246 sinodali, cioè uomini, donne, giovani, sacerdoti, religiosi, scelti da tutte le parrocchie, sentiamo tanta affettuosa gratitudine per loro e vediamo che la fede li tiene strettamente uniti anche se provenienti dalle zone più lontane della diocesi: dalle Dolomiti al Grappa. Tutti questi sentimenti trovano il loro compimento nell’Eucaristia che tutti ci unisce.Il nostro Vescovo Giuseppe ci insegna a coltivare il nostro mondo interiore soprattutto con l’Eucaristia che ci fa crescere la passione di arrivare ai lontani con sincerità e lealtà.
COME MOSÈ SUL MONTE
All’uscita, i sinodali non nascondono la loro emozione. Si pongono, con l’ansia propria di chi vuole impegnarsi, qualche interrogativo. «Ma come, in che modo, concretamente potremo attuare la nuova evangelizzazione?».
E un altro: «Mi chiedo con trepidazione: saremo capaci noi di proporre alle nuove generazioni quella ricchezza di fede che noi, a nostra volta, abbiamo ricevuto?».
Un altro ancora: «Occorrono scelte coraggiose e un approccio diverso con i fratelli, fatto di cordialità e di gioia di credere».
Non ci sono dubbi: inizia un mese di intensa preghiera sia per i sinodali chiamati, a novembre, a indicare il rinnovamento della nostra Chiesa, sia per noi che rimaniamo a casa, a pregare a mani alzate come Mosè sul monte. A.C.
Commissione Centrale Andrich mons. Giuseppe vescovo BELLUNO
Canal don Luigi vicario generale BELLUNO
Cassol don Francesco segretario BELLUNO Antoniol don Giulio BELLUNO Barattin Paola PUOS D’APAGO Basile Andrea BELLUNO Berno p. Andreacanossiano FELTRE Bertelle Aldo PEDAVENA Bianchi don Gemo BELLUNO Da Corte don Sirio CANALE D’AGORDO Dalla Rosa don Sergio S. GIUSTINA De Bastiani Piergiorgio LA VALLE AGORDINA De Martin don Virginio VALLE DI CADORE De Silvestro Linda BELLUNO Gaz Enrico FELTRE Larese don Cesare SEDICO Lasen Cesare FELTRE Menardi Elisabetta CORTINA D’AMPEZZO Trevisan don Giannicancelliere BELLUNO