piave foto Casaril

Il greto del Piave (qui nella foto Casaril) è la location per la Veglia di Pentecoste proposta dall’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile e organizzata dai giovani della forania di Sedico. Sabato 3 giugno, alle ore 20, i giovani del Feltrino si troveranno a Longano, quelli dell’Agordino a Villiago; a Cavassico Inferiore i giovani del Cadore e dell’Alpago e a Pasa i giovani della forania di Belluno. Con quattro percorsi convergeranno verso il ponte di san Felice per la riconsegna e lo scambio, da parte del Vescovo Renato, del Vangelo loro affidato in Quaresima. Già riuniti a livello zonale attraverso le Viae crucis quaresimali ora sono invitati a ritrovarsi insieme per vivere un’occasione di incontro alla vigilia della Solennità che dello Spirito fa rivivere la centralità della sua presenza: Pentecoste. Il luogo scelto, il greto del Piave nei pressi del ponte di san Felice - fra Sedico e Trichiana - oltre alla componente simbolica legata all’acqua è caratterizzato dal segno unificante che il lungo scorrere del nostro fiume ha per tutte le terre che compongono la diocesi. Un legame di incontro evidenziato dal fatto che i giovani, provenienti dai quattro punti di ritrovo suddivisi in base alla loro provenienza, convergeranno nel luogo prescelto nel letto fluviale dopo aver fatto esperienza di un cammino scandito dalla domanda posta all’inizio: «con che Spirito?» La riconsegna e lo scambio dello stesso Vangelo consegnato in Quaresima dal vescovo, presente anche in questa occasione, sarà un ulteriore segno di questa volontà di vivere un’esperienza semplice ma significativa. Preparata e gestita dai i giovani della forania ospitante di Sedico - ai quali va il ringraziamento - questa Veglia di Pentecoste è, al suo primo tentativo, inserita in un tessuto già fitto di iniziative ed eventi che proprio in quella serata hanno luogo: senza alcuna pretesa di numeri o di esclusività è un piccolo segno che i nostri giovani cercheranno di compiere, con le loro domande, ma con uno Spirito nuovo.

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Istituto superiore di scienze religiose 1Dall’anno accademico 2017/2018 prende vita il nuovo istituto di scienze religiose «Giovanni Paolo I», promosso dalle diocesi di Belluno–Feltre, Treviso e Vittorio Veneto; la sede dei corsi sarà a Treviso con il polo di formazione con Fad (Frequenza sincrona a distanza) di Belluno. Una proposta nuova è quella di poter frequentare a Belluno in modalità Fad i corsi del biennio di specializzazione. Un punto di debolezza strutturale di Belluno è sempre stato, fin dall’erezione dell’Issr col nuovo ordinamento nel 2005, il fatto di prevedere solo i corsi del triennio e non il biennio specialistico, per cui chi voleva finire gli studi con la laurea magistrale (titolo oggi necessario per chiunque voglia insegnare nella scuola statale, ndr) doveva andare fuori provincia, cioè a Treviso, Padova, Venezia, Udine o Portogruaro. Il biennio non verrà attivato subito, ma dal settembre 2018; in quest’anno verrà messo a punto il tipo di specializzazione che sarà legata alla spiritualità della montagna e alla valorizzazione del territorio e dell’arte religiosa. «Il servizio che si vuol dare alla città e alla provincia è anche di stimolo culturale» scrive il segretario dell’istituto don Francesco Silvestri «perché crediamo che anche la teologia è un bene comune da condividere e far conoscere per la crescita culturale della popolazione, e al servizio dell’evangelizzazione».

Gita preti giovani 2012 Austria 2

 

Non un convegno di studio, né seminario di approfondimento teologico o pastorale, né esercizi spirituali: ma un'esperienza di condivisione fraterna che offra l'opportunità per vivificare il presbiterio diocesano. E' l'intendimento delle Giornate di sinodalità per i presbiteri, in programma a Cavallino-Treporti (Ve) dal 24 al 28 aprile e, in seconda battuta, a Folgaria (Tn) dal 19 al 23 giugno. Si intitolano «Lungo la via» con riferimento all'episodio evangelico dei discepoli di Emmaus. Nella lettera di invito, il Vescovo Renato Marangoni scrive: «Questa proposta nasce senza la pretesa di risolvere le tante problematiche pastorali che ci inquietano. Intende essere un germe da coltivare. Usando il titolo ispirato al racconto lucano dei due discepoli di Emmanus, potremmo dire che si tratta di rimetterci ancora "lungo la via…"». La proposta è maturata nel Consiglio presbiterale: «un gruppo di confratelli - scrive ancora il Vescovo Renato - ha cercato di dare corpo a tale proposta finalizzata a ridestare in noi il desiderio e il bisogno di una ripartenza, di un rimetterci in gioco e, soprattutto, di lasciarci ancora una volta sorprendere da Colui che da
sempre ci è a fianco e che certamente non smetterà di prendere il nostro passo, particolarmente in questo tempo difficile che viviamo».

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