• 1
  • 2
  • 3
Prev Next

Ordinazione sacerdotale per don Luca Sar…

Ordinazione sacerdotale per don Luca Sartori

Sabato 21 maggio alle 15 nella Basilica Cattedrale di Belluno il Vescovo Renato Marangoni imporrà le mani a don Luca Sartori e così lo ordinerà sacerdote nella Chiesa cattolica. Don Luca Sartori, allievo del Seminario gregoriano di Belluno, è nato nel 1987; da Castellavazzo, di cui è originario, si è poi trasferito con la famiglia a Longarone. L'ingresso in Comunità...

Read more

Santi Vittore e Corona, «Il martirio del…

Santi Vittore e Corona, «Il martirio della speranza»

«Vittore e Corona ci interpellano, noi di questi territori, a farci testimoni di speranza». Sono alcune tra le parole pronunciate dal Vescovo di Belluno-Feltre Renato Marangoni all'omelia pronunciata nella basilica-santuario dei santi martiri, sul monte Miesna, nel giorno della solennità, sabato 14 maggio. «Le mani innocenti e il cuore puro di Vittore e Corona, un uomo e una donna affascinati...

Read more

MESSAGGIO DI MONSIGNOR ANDRICH AL NUOVO …

MESSAGGIO DI MONSIGNOR ANDRICH AL NUOVO VESCOVO

Durante la celebrazione della Santa Messa crismale, al mattino del giovedì santo, l'amministratore apostolico monsignor Giuseppe Andrich ha dato lettura del messaggio inviato nell'occasione al nuovo Vescovo, monsignor Renato Marangoni: «Presenti alla celebrazione Messa Crismale presbiteri, diaconi, consacrati, ministri straordinari della comunione, ministranti e fedeli viviamo con fede la comunione con te Vescovo eletto, nostro apostolo e pastore. Partecipiamo della...

Read more

Eccoci testimoni e protagBelluno nomina vescovo Marangoni 18onisti di una tappa importante nel cammino secolare della Diocesi di Belluno-Feltre. Si conclude il percorso guidato da monsignor Giuseppe Andrich e si apre un nuovo tratto di strada, che ci auguriamo lungo, in cui ci sarà guida don Renato Marangoni. I diocesani e - crediamo - tutti gli abitanti della nostra terra provano in questo passaggio tante emozioni che la nostra indole ci insegna a custodire nel segreto. I sentimenti invece possono essere condivisi fino a diventare un sentire corale; i propositi di oggi cementano una volontà comune, che si alimenta alla sorgente della fede e riconosce negli avvenimenti di oggi il disegno della Provvidenza sopra di noi. Questa è l’ora dei sentimenti che tentiamo di esprimere con parole veloci.

Caro e venerato vescovo Giuseppe, riconosciamo il cammino di questi dodici anni nei quali sei stato nostro vescovo e ti diciamo «grazie». Voltandoci indietro ritroviamo motivi che rendono sincero il ringraziamento. Davvero i tuoi passi sono stati i nostri. Quasi non hai più avuto una vita ‘privata’, ma giorno dopo giorno sei stato in mezzo al tuo popolo, al punto che anche una lontananza limitata ti è stata pesante. Né hai voluto costruire un percorso originale che portasse il tuo nome. All’inizio ti sei immesso nel solco lasciato aperto dal vescovo Vincenzo al quale sei stato generosamente vicino nella difficile malattia e del quale hai raccolto l’opera rimasta aperta: il Sinodo diocesano. L’hai celebrato e divulgato, mantenendolo come una bussola per la strada da percorrere. In seguito è stata tua preoccupazione metterci in sintonia con il cammino della Chiesa universale, indicato dai Papi che si sono succeduti. Da ultimo hai trasmesso alla tua diocesi, senza esitazione e con entusiasmo, il ritmo di marcia impresso da papa Francesco. Non hai mai distolto l’attenzione da chi faceva più fatica a camminare perché frenato o impedito dalle tante crisi che hanno attraversato gli anni non facili del tuo episcopato: crisi economica e sociale, crisi demografica della nostra terra per la quale hai sinceramente sofferto, crisi ecclesiale che non ha risparmiato la vita della comunità cristiana. La fede e la presenza assidua sono state la tua risposta. Quando il tuo passo si è fatto più stanco a causa delle malattie, nelle quali non hai avuto alcuno sconto, la volontà di camminare non è venuta meno. Hai disobbedito ai medici piuttosto che rallentare l’impegno di essere con la tua gente. Grazie!

E ora, carissimo don Renato, siamo pronti a continuare la strada con te. Rapide notizie raccolte in queste ore ci assicurano che sei allenato alla marcia, che conosci le nostre montagne, che ami le vette. Ci dicono anche che possiedi buona esperienza maturata nella grande diocesi di Padova e già messa a disposizione delle Chiese del Veneto. Hai alle spalle studi che ti garantiscono una competenza invidiabile anche grazie al maestro che hai eletto per le tue ricerche: il papa Paolo VI. L’aria buona del Concilio, da te approfondito, ci porterà freschezza e immetterà l’ossigeno necessario per riprendere il cammino esigente che ci attende. Sei molto abituato a collaborare con i laici, sei un riconosciuto esperto nella pastorale familiare e, come responsabile della formazione dei sacerdoti, conosci la vita e i problemi dei preti.

Don Renato, oggi ti diciamo solo due parole. Ti aspettiamo! Certamente con affetto, con l ‘ansia di chi vuole conoscerti, con la consapevolezza che abbiamo bisogno di te. Ma ti aspettiamo soprattutto con fede, salutando in te l’apostolo inviato alla nostra Chiesa. Per questo - ed è la seconda cosa che desideriamo dirti - preghiamo per te. Ti ringraziamo per aver detto di sì alla voce che ti chiamava a venire sulle Dolomiti, questa volta come vescovo di una Chiesa antica, gloriosa ma forse un po’ stanca. Domandiamo per te i doni che lo Spirito ti conferirà con la consacrazione episcopale, facendo di te il maestro della nostra fede, il nostro pastore e il segno visibile dell’unità di questa comunità che già ti vuole bene.

              Don Luigi Del Favero

Delegato ad omnia nella diocesi di Belluno-Feltre

Centro Papa Luciani Stefano Zamagni 2Tra gli incontri periodici di «Cattedra del Concilio», le sessioni di aggiornamento per i sacerdoti diocesani di Belluno-Feltre, è stato particolarmente apprezzato dai presenti quello tenuto giovedì 5 febbraio al Centro «Papa Luciani» da Stefano Zamagni, economista, membro ordinario della Pontificia accademia delle scienze, sul tema «Cristianesimo ed ordine economico globale». Zamagni ha impostato la sua relazione su tre domande: l’ordine economico globale è sostenibile o no? Come si è arrivati a questo modello? Si può cambiare e, se sì, in quale direzione? Zamagni auspica, sulla linea della grande tradizione francescana, un capitalismo che non miri al bene totale ma al bene comune: in altre parole, un capitalismo fondato sulla persona e non sul denaro.
Clicca qui per accedere ai file audio e video della lezione.

Dall’Ufficio comunicazioni sociali Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Belluno Centro Giovanni XXIII incontro gruppo Sae 14 12 18 Nell’itinerario formativo del Segretariato attività ecumeniche di Belluno per il 2014-2015 alcuni incontri sono dedicati alla conoscenza delle comunità cristiane bellunesi. Padre George Mihai, parroco della parrocchia ortodossa rumena di Belluno, nata nel 2009 e dedicata a san Giacinto di Valacchia, ha presentato nella sessione di giovedì 18 dicembre, tenutasi al Centro congressi «Giovanni XXIII» di Belluno, la situazione della sua comunità, formata da immigrati nel Bellunese, con uno sguardo particolare alla situazione dei giovani. «La vostra situazione - ha detto padre Mihai rivolgendosi ai cristiani di altre confessioni presenti - è la nostra situazione». Per padre Mihai, il problema delle famiglie trapiantate fuori della Romania è la mancanza dei nonni o degli anziani, capaci di trasmettere quelle regole e quegli stili di vita che l’autorità decurtata dei genitori non riesce più a proporre con fermezza: padre Mihai ha citato un proverbio rumeno che sostiene «Se non hai un anziano in casa lo devi comprare».

Dall’Ufficio comunicazioni sociali Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Belluno Centro Giovanni XXIII Santa Messa di Natale Associazione medici cattolici italiani2Martedì 16 dicembre, presso il Centro congressi «Giovanni XXIII» di Belluno, si è svolta l’Assemblea annuale di programmazione delle attività dell'anno sociale per l’Associazione medici cattolici italiani - sezione «Monsignor Vincenzo Savio» della diocesi di Belluno-Feltre. Alle 19 è intervenuto il vescovo Giuseppe Andrich per la Santa Messa (nella foto), concelebrata con l’assistente ecclesiastico don Attilio Menia Cadore. All’omelia, il vescovo Giuseppe ha ricordato il suo predecessore, il vescovo Vincenzo Savio, come «un esempio per lo stile di affrontare l’esistenza nella malattia». Nell’incontro è stato possibile rinnovare la propria adesione all’associazione.

Dall’Ufficio comunicazioni sociali Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Pagina 1 di 6